1976 – Cosa vuoi fare da grande? L’attrice.
1986 – Che cosa è per te il tempo?

Non so di preciso che cosa è in realtà, il tempo, ma sono certa che nel momento in cui io sapessi dare una risposta concreta, mi renderei conto che esso è già trascorso.

(Teresa Mastroianni)

L’associazione teatrale “Le Maschere” nasce nel 2001 da un’idea di Teresa Mastroianni.

L’amore per il teatro, sin dalle prime recite scolastiche, la voglia di mettersi in gioco, di relazionare, di allenare la mente allo studio, all’attenzione, alla concentrazione, di essere costante nelle scelte, di accrescere l’autostima, di mettersi alla prova, condividere spazi, tempo, di tirar fuori il vero carattere, quel carattere a volte irrequieto, a volte trasgressivo, a volte solitario, a volte dolce, coinvolgente, timido, pauroso, addirittura eccentrico, di capire il proprio “io”, di muovere il corpo in scena raggiungendo obiettivi, di descrivere la stessa attraverso i gesti, gli stati d’animo, di percepire i suoni e di utilizzare poi la voce per sottolineare le azioni.

Teresa elabora un concetto interattivo al fine di poterlo presentare al piccolo, medio e grande pubblico; perché il teatro è terapeutico.

Dopo studi, percorsi formativi, ricerche sulla maschera della Commedia dell’Arte, approfondimenti, viaggi alla ricerca di nuove esperienze professionali, nasce dapprima la fantasia di scrivere testi inediti, rielaborarne altri classici, di trasmettere, in ogni storia, una morale, un percorso formativo di vita e scolastico, poi l’esigenza di dar vita ad una compagnia teatrale che potesse rallegrare e mirare al cuore dei bambini. L’idea si consolidò e nacque: “Le Maschere – c’era una volta…Teatro e Burattini”, costituita da tanti piccoli attori-animati dalle mani e dal cuore dell’attrice.

Interamente costruiti a mano e su misura, dialogano tra di loro come veri piccoli attori, hanno ognuno di essi un carattere ben definito: piangono, ridono, si emozionano, sono allegri o malinconici, comprendono le fatiche e i sacrifici, le gioie e i dolori, interagiscono costantemente con il pubblico, facendo non cadere mai l’attenzione del pubblico.
Scene teatrali e di burattini si intrecciano, si alternano allegramente e i protagonisti delle storie, addirittura a volte si sdoppiano, diventando ora personaggi animati, ora burattini.

Nella mente dell’attrice, che li aziona, all’interno del teatrino, accadono cose straordinarie, magie reali, e/o irreali, è un mondo fantastico senza tempo, un sogno che prende vita, sono le mani che esprimono la creatività scenica e la voce a concluderla; il tempo sembra fermarsi.

Questo è il teatro dei burattini, uno strumento di crescita, di educazione e di formazione, degno di farlo conoscere in tutto il mondo.

Benvenuti a teatro, dove tutto è finto ma niente è falso (G. Proietti)